Sentinelle anti degrado e pronte alla solidarietà

Le sentinelle anti-degrado girano in bicicletta, indossano gilet catarifrangenti e quando vogliono restituire dignità ad un luogo degradato lo fanno armandosi di sacchi per la spazzatura, guanti, scarpe pesanti, cesoie e scope: succede quasi ogni sabato mattina quando per le strade, nei parchi e nei quartieri di San Bonifacio entrano in azione i volontari del Comitato Sambo chiama Sambo. L’idea di fondo è che si può migliorare la vivibiltà del proprio paese passando dall’osservazione critica all’azione e su questa, il 1° dicembre di tre anni fa, in 9 hanno ancorato il gruppo spontaneo guidato da Mara Gazzola: si chiama così la ragazza che nell’estate 2017, infastidita dai rifiuti in spiaggia dove stava passeggiando, aveva deciso di raccoglierli. Rientrata a San Bonifacio non aveva fatto altro che replicare lo stile civico invitando altri a fare lo stesso. Oggi il Comitato Sambo chiama Sambo conta su una ventina di persone che si muovono in squadre di tre ma possono anche quasi triplicare. Quel che fanno è semplice: durante la settimana girano per San Bonifacio in bicicletta e fotografano quel che non va. Poi, il sabato, ci tornano attrezzati e risolvono i problemi. «Nessuna contrapposizione con quello che fanno le istituzioni ma integrazione: non a caso raccogliamo i rifiuti, li differenziamo, li stocchiamo in un punto e poi segnaliamo la cosa tramite l’App Municipium ed il Comune provvede poi alla raccolta», spiega Gazzola. L’App viene utilizzata anche per le segnalazioni di situazioni fuori dalla loro portata e con il Comune c’è una collaborazione indiretta dopo l’aggregazione del Comitato al Gruppo Alpini che, in convenzione col Comune, periodicamente raccoglie i rifiuti ingombranti. Grazie al loro impegno molti rifiuti «alimentano» il mondo del non profit: coi tappi di plastica, ad esempio, si sostengono realtà come Puppy walker che forma cani guida per non vedenti, la Fondazione Benjamin Menhert che accoglie, cura e cerca casa ai levrieri, l’Unione italiana ciechi, la colonia felina di San Bonifacio e il progetto «Diamo il meglio a Giovanni».

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