A piedi lungo l’Adige è uno slalom fra i rifiuti

È uno degli angoli più suggestivi della città. Una veduta del ponte di Castelvecchio a filo dell’Adige, a Verona. Lo scorso settembre, dopo il devastante nubifragio di agosto, il Genio Civile ha sistemato qualche nuovo masso di pietra rosa all’altezza della distesa verde a cui si arriva dal cosiddetto Buso del Gato. In questo modo ha creato un passaggio per poter raggiungere quel filare di pioppi cipressini crollato su merli e mura del Castello lesionandone anche la copertura del tetto. Da allora si è aperto un accesso lungo l’Adige fino all’altezza dell’ingresso, lato fiume, del Circolo Ufficiali.

Vi si trova qualche pescatore di trote o marmorate, ma anche amici e coppie che proseguono la passeggiata, arrivando da Ponte Catena, confidando di poter poi proseguire fino allo scivolo che riporta in superficie sbucando sul ponte della Vittoria. In realtà il tragitto non ambisce in nessun modo a essere una passeggiata. Il camminamento c’è sempre stato, ma il fatto di averlo allargato all’altezza del ponte, per potervi accedere con i mezzi predisposti alla pulizia e al taglio dei pioppi, ha creato un accesso prima inesistente che lascia illudere gli amanti di anfratti meno battuti di aver scovato un tragitto inedito.

Il fatto che non si tratti di un argine pensato per ospitare passeggiate più o meno romantiche risulta chiaro dopo aver percorso pochi metri nella direzione di Castelvecchio. Tra i massi si trova di tutto, da piantine e sfalci piombati giù dalle abitazioni soprastanti ad ammassi di residui di grandi bevute. A partire dall’altezza del camminamento sopraelevato delle Regaste, in alcuni tratti sembrano essere piovute dal cielo secchiate di lattine di birra. Poi, procedendo, i reperti di vuoti alcolici si susseguono, tra qualche cartone di pizza da asporto e altri detriti impastati con la terra portati invece a riva dal fiume.

Immaginare che l’immondizia gettata a terra, lasciandola probabilmente cadere dalle stesse Regaste, andrà a gonfiare ulteriormente di rifiuti le acque dell’Adige non è rincuorante. La pulizia di fondo, del resto, rientra tra quelle competenze a rimbalzo di cui non è chiaro a chi spetti davvero intervenire. Dal Genio Civile fanno presente che le aree demaniali, e in generale date in gestione al Genio, vanno ripulite dal Comune, mentre negli uffici di Palazzo Barbieri non c’è la stessa convinzione. «Sto predisponendo delle note per definire meglio le competenze proprio in casi come questi, dove ci siano sovrapposizioni di enti coinvolti«, evidenzia l’assessore alle strade e ai giardini, Marco Padovani. «Anche in tangenziale la sporcizia a lato rientra in un contenzioso con Veneto Strade, e stesso dicasi per altre aree di intervento del Genio Civile».

Chiara Bazzanella (L’Arena)

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