In solitaria o in gruppo: ripulire i quartieri diventa un nuovo rito

La pulizia del quartiere sotto casa al posto del rito del caffè al bar. Quindici minuti nei giorni feriali dedicati a raccogliere cartine e mozziconi di sigarette abbandonati sotto casa, qualche ora nei weekend per le grandi pulizie nei parchi e in gruppo.

Succede in provincia come nei quartieri della città. Sono sempre più numerose le persone che si dedicano a rimediare ai danni fatti da altri, i gruppi di volontari si ingrossano. Elvira ha organizzato la sua uscita solitaria, Carolina è andata lungo l’Adige, il gruppo di Michela a Cadidavid dopo una sostanziosa raccolta di rifiuti si è assicurata che Amia ritirasse i 15 sacchi segnalati, e ha comunicato sui social che l’azienda municipalizzata è stata tempestiva.

Andrea che si è trasferito da Padova ha preferito seguire le mura di Porta Vescovo: «Abito a Verona da qualche anno, mio padre mi ha sempre insegnato anche al mare o in montagna a tirare su anche quello che viene buttato dagli altri e mettere cartine e altro nei cestini; ora quando vado a correre mi porto sempre sacchetti e guanti e tiro su quello che riesco».

Davide passando dall’eremo San Rocchetto a Quinzano è rimasto “schifato” dall’accumulo di «bottiglie di birra e altro. Mannaggia a me! avevo solo un sacchetto dietro e ho potuto riempire solo quello. Sabato torno».

Federico a Parona ha postato la foto di una bicicletta all’interno del fiume «Serve una corda con gancio per tirarla su», avverte i compagni del gruppo. Insiste Michela: «Siamo solo l’anello iniziale di una lunga catena ma se continuiamo a diffonderci altri anelli importanti si uniranno a noi e tutto diverrà più semplice. Le nostre raccolte vanno fatte perché noi ne sentiamo la necessità, per i nostri figli, per un territorio più pulito, perché il bello ci piace ma questo deve avere un seguito anche negli ambienti pubblici altrimenti tutto ritornerà come prima e nulla cambierà. Ma sono positiva. È stato bello vedere nel tratto che avete pulito tra Castelvecchio e Ponte Garibaldi gente che pescava e bambini che giocavano in spiaggia con secchielli e palette». Verona sta cambiando l’anima, sempre più ecologica e green.

Anna Perlini (L’Arena)

Link all’articolo

Rispondi

News correlate