Lotta ai rifiuti abusivi in cinque mosse

Si chiama «Ficcatelo in tasca» la campagna che l’amministrazione comunale di Soave lancia contro l’abbandono e il conferimento sbagliato dei rifiuti e che corre tra videocamere, nuovi cestini e sacchi della spazzatura aperti. Una campagna voluta dagli assessorati alle politiche sociali e al patrimonio del Comune. Sono cinque le azioni programmate per cercare di contenere questo malcostume. La prima azione, quella più evidente, è l’affissione di manifesti che promuovono gesti di attenzione e responsabilità nella raccolta dei rifiuti: «Rifiuto abbandonato, rifiuto mangiato», «Ogni rifiuto che abbandoni nell’ambiente, inquinerà alla fine anche te stesso». «Ficcatelo in tasca» è una campagna a livello nazionale (www.ficcatelo.blogspot.it) a cui ha aderito la giunta comunale. La seconda azione sarà il posizionamento di nuovi cestini porta rifiuti sull’intero territorio, incrementandone il numero. La terza, l’installazione di nuove telecamere (l’investimento previsto si aggira sui 100 mila euro) per individuare i cittadini che non rispettano le norme di conferimento porta a porta e i visitatori che abbandonano la loro immondizia (una nuova forma di abbandono che recentemente è stata riscontrata a Soave a seguito della pandemia, è legata al cibo da asporto, con l’abbandono dei contenitori e degli incartamenti di coloro che mangiano sulle panchine e nei parchi del centro abitato). La quarta azione era stata prevista per oggi in collaborazione con gli scout Soave 1 dell’Agesci e agli Amici delle antiche torri: una giornata ecologica chiamata «Pulizie di primavera» con raccolta di immondizia abbandonata su tutto il territorio, che tuttavia non si può tenere per gli impedimenti legati alle disposizioni in vigore nella zona rossa (rivolta a tutte le associazioni di volontariato del paese, verrà riproposta non appena il Veneto uscirà dalla zona rossa). L’ultima azione, già avviata da parte degli agenti di polizia locale e degli operatori comunali esterni, è il passaggio periodico di raccolta di sacchi di immondizia abbandonata lungo strade, piazze, banchine e rive dei corsi d’acqua e pure i sacchi conferiti in modo sbagliato e non raccolti da Serit. Verranno aperti per cercare all’interno indizi che portino ai responsabili degli errati conferimenti e degli abbandoni per multarli. «Sono già stati trovati e sanzionati otto soavesi che hanno conferito la loro immondizia in modo scorretto», dice il consigliere comunale delegato ai servizi sociali Angelo Dalli Cani, «o in sacchi assolutamente non trasparenti oppure senza differenziare i rifiuti. Piuttosto che gettare via i rifiuti, è meglio portarli a casa, questo il senso della campagna Ficcatelo in tasca». «Purtroppo l’educazione ambientale è molto scarsa», sottolinea l’assessore al patrimonio Cristian Piasente. «Stiamo registrando peraltro questa nuova forma di maleducazione, legata alle chiusure imposte per gli esercizi della ristorazione, ma soprattutto per la recente apertura di un punto vendita di street food vicino al nostro confine, sotto il territorio di San Bonifacio, a Villabella. Purtroppo troviamo sempre più in giro i sacchetti e i contenitori abbandonati di cibo da asporto che viene consumato sulle panchine, sui tavoli o i punti d’appoggio dei nostri giardini e delle piazze, senza il minimo sforzo di raccoglierli e riporli almeno nei cestini». «Quella del decoro del nostro borgo è un tema a cui poniamo particolare attenzione», chiosa il sindaco Gaetano Tebaldi, «perché non è certo attrattivo per i visitatori un paese sporco».

Zeno Martini (L’Arena)

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