Rifiuti, caccia all’inquinatore seriale

Puntuale, non appena i suoi sacchi neri colmi di rifiuti indifferenziati abbandonati sul ciglio della strada vengono raccolti, l’indomani ne ripresenta altri due. È un trafficante seriale di immondizia, quello che lascia i rifiuti domestici in grandi quantità ben impacchettati al sottopasso di Cascina Verde, sull’innesto della Grezzanella, a Villafranca. Dentro butta qualsiasi cosa. Come hanno constatato l’assessore all’ecologia Riccardo Maraia, i tecnici dell’ufficio ecologia e la polizia municipale. Durante un sopralluogo i contenitori sono stati aperti. Dentro c’erano sacchetti della spesa colmi di rifiuti di cibo da asporto, piatti di plastica, bottiglie in vetro, lattine, bottiglie di plastica. E ancora mimose sfiorite, sacchetto del pane con la data del 10 marzo, imballaggi, cartoncini, confezioni di merendine. «Siamo vicini al prenderlo», commenta Maraia davanti al cumulo aperto. All’interno si rovista per cercare indizi che possano portare all’autore di questo gesto su cui le ricerche si stanno stringendo. «Ora tiriamo via questi sacchi, domani ne riporta altri due. Sempre uguali: neri e pieni di immondizia. Qui dentro non c’è niente di differenziato. È vergognoso», continua. «La gente ha perso la testa, il problema dei rifiuti abbandonati è sempre più diffuso anche negli altri Comuni». Per questo l’amministrazione ha acquistato nove telecamere e alcune fototrappole. I cui risultati, però, non sembrano far desistere i trafficanti di rifiuti. La zona è a un passo dalla Grezzanella, altra meta degli incivili. Da settimane ci sono sacchetti della spesa pieni di rifiuti, carte, tre bidoni da tinteggiatura vuoti in una piazzola di sosta e da venti giorni una sedia in legno. L’, in piedi. Nessuno la toglie. «La Grezzanella è di competenza di Veneto Strade», risponde l’assessore. Eppure si potrà trovare un accordo con l’ente per la pulizia oppure per segnalare la situazione. «Per la nostra parte, puliamo ogni 15 giorni». Ma non è solo questione di spazzatura. Campagne e cigli stradali sono discariche anche per oggetti ingombranti, dall’asse da stiro allo stendino, dalla piastra in vetro alla carcassa della lavatrice. Tutto materiale che, caricato in macchina, potrebbe essere portato all’isola ecologica che nel capoluogo manca. C’è un ecocentro in ogni frazione: a Quaderni, a Dossobuono e nella vicina Alpo e a Caluri. Sull’isola ecologica preme l’ufficio Ecologia del Comune così come Legambiente: «Senza l’isola ecologica si fornisce un alibi a queste persone e poi il centro deve essere collocato dove c’è più concentrazione di abitanti», spiega Ezio Tomelleri, del Riccio-Legambiente di Dossobuono. «Anche le telecamere vanno collocate non nei parchi gioco dove le persone a piedi sono difficilmente riconoscibili, ma nelle aree dove chi scarica arriva con l’auto. Avevamo proposto anche di mettere delle barriere, in accordo con gli agricoltori, per interdire il passaggio dei mezzi nelle strade di campagna». Dell’isola ecologica da tempo se ne parla, ma i risultati sono ben lontani perché si pensa più a un progetto articolato che a un semplice ecocentro: «Quella di Quaderni costruita neppure vent’anni fa è già obsoleta», conclude Maraia. «Per Villafranca occorre pensare in prospettiva futura. Serve un centro di frazionamento che richiede un confronto con il Consorzio di bacino. Sinora c’è una sola area sui cui si potrebbe fare, vicino a via Portogallo, ma non è nostra, andrebbe acquisita e occorrerebbe la trasformazione urbanistica. È un processo lungo. Nel frattempo abbiamo ampliato il servizio di ritiro Porta a porta del materiale ingombrante, raddoppiando le risorse economiche». Il servizio è gratuito al cittadino che deve chiamare lo 045 8069213 e prendere un appuntamento. La sera prima della data può riporre fuori casa tutto ciò che non sta nel sacchetto: ombrelloni, asse da stiro, secchi, mobili. Amia li ritira.

Maria Vittoria Adami (L’Arena)

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