Pneumatici e barbecue «Alpone come discarica»

In alveo una montagna di pneumatici da buttare, lampioni ma pure una griglia da barbecue: sono solo alcuni degli ingombranti che la squadra organizzata dall’ufficio tecnico del Comune di San Bonifacio ha recuperato al termine della prima delle due giornate di pulizia in alveo lungo il torrente Alpone. In quattro, compreso Alessandro Todesco, responsabile del Servizio manutenzioni, lavori pubblici e sicurezza che ha coordinato l’intervento, hanno operato in alveo e lungo l’argine destro per recuperare i rifiuti che la secca ha portato alla luce. L’intervento di pulizia è stato deciso dall’assessorato all’Ambiente dopo aver verificato la presenza di molti pneumatici ma pure di qualche sacchetto dell’immondizia: «Ancora una volta pagheremo tutti per l’inciviltà di pochi. Non bastano le piazzole lungo la strada Porcilana, la regionale 11 o alcune strade provinciali per abbandonare rifiuti. Come in tutti i paesi attraversati da corsi d’acqua, pure a San Bonifacio c’è qualcuno che ritiene il fiume il posto migliore dove disfarsi di ciò che, molto più semplicemente, potrebbe portare in ecocentro utilizzando così un servizio che oltre tutto paga», sbotta l’assessore Adriano Pimazzoni.

Battaglia annosa, la sua, contro l’abbandono di rifiuti e ciò vale pure per alcuni quartieri e strade della cittadina. Stavolta il faro si è acceso sull’Alpone, «e questo in virtù della delibera di Giunta regionale numero 793 del 2009 che pone in carico al Comune, nella propria tratta, raccolta, trasporto e smaltimento di ciò che viene abbandonato sulle rive e di quanto emerga nei periodi di magra dai corsi d’acqua dell’est», afferma l’assessore Pimazzoni. E continua: «Attendiamo la pioggia da mesi, sembra che la rivedremo con la nuova settimana e ho voluto intervenire sperando di non ritrovare un panorama di inciviltà altrettanto desolante alla prossima secca». In quattro, due in alveo e due sull’argine: avvistamento rifiuti, rimozione in dieci centimetri d’acqua o poco più, stoccaggio ai piedi dell’argine, recupero lungo le scarpate col verricello del fuoristrada acquistato dal Comune e messo a disposizione del Gruppo comunale di Protezione civile, trasferimento sul camion del Comune e trasporto all’ecocentro. Questa è stata la tabella di marcia di due giornate e, tanto per rendere l’idea, nei primi 300 metri di tratta, da Villanova verso valle, è stata recuperata una ventina di pneumatici (per tirarne su una da mezzo pesante è servito il camion gru), bottiglie, sacchetti di spazzatura, una griglia da barbecue, lampioni e un fascio di spalle da scaffalature.

Paola Dalli Cani – (L’Arena)

Link all’articolo

Tag:

Rispondi

News correlate