Porta Vescovo, ramazze alla mano, due donne ripuliscono le strade dall’immondizia

Scope, ramazze, determinazione e tanta buona volontà: la zona di Veronetta a ridosso di Porta Vescovo, vicino al Camploy e all’entrata del parco dei Bastioni delle Maddalene, ieri è stata tirata a lucido da due veronesi, stanche di convivere con sporcizia e degrado. «In tre giorni ho raccolto immondizia, pulito strade e marciapiedi: tirato a lucido la parte di quartiere in cui abito, che adoro, ma che purtroppo è davvero sporca anche a causa dell’incuria e dell’inciviltà di alcuni cittadini e commercianti della zona», elenca Cristiana Leiter che, stanca dell’incuria in cui versa la zona di Santa Marta e i dintorni di Porta Vescovo si è rimboccata le maniche ed è scesa in strada a pulire.

Dopo aver segnalato la situazione all’Amia e aver ricevuto in custodia dalla municipalizzata scope e ramazze professionali, tra ieri e l’altro ieri si è occupata di raccogliere rifiuti, come bottiglie e vetri rotti, spostando anche i cassonetti per ripulire e smaltire tutto ciò che non finisce nel cassonetto e che spesso rimane a terra per settimane. «Nei prossimi giorni, inoltre, utilizzerò gli appositi disinfettanti consegnatemi dall’Amia, opportunamente diluiti, per spruzzare e sanificare tutti i muretti e gli angoli dalla sporcizia causata dalle deiezioni dei cani, di cui i padroni non si occupano», aggiunge Leiter, ieri aiutata anche dall’amica Rossana Conte. «Dopo aver vissuto molti anni all’estero, negli Stati Uniti e in Canada, sono tornata a Verona. Ho scelto Veronetta proprio per la sua vivacità e multiculturalità. Purtroppo le criticità e l’incuria sono molte. È vero che i privati stanno investendo e ristrutturando però molte delle parti comuni sono per lo più allo sbando», aggiunge la donna.

E si tratta di un’opinione condivisa da altri residenti in altrettante segnalazioni. «Smercio e consumo di droga avvengono sotto i nostri occhi anche in pieno giorno, sempre il solito gruppo di persone. Un paio di settimane fa, un sabato, nel sottopasso di Porta Vescovo, sono stata anche minacciata perché ho detto loro di allontanarsi. Un ragazzo alto, di colore, si è alzato e mi ha intimato di stare zitta aggiungendo che prima o poi me la farà pagare», racconta una signora, residente nell’ultimo tratto di via XX Settembre, lato Porta Vescovo, che chiede di mantenere l’anonimato. «Nascondono le dosi dentro i lucernari del sottopasso», aggiunge sottolineando che la situazione nell’altro sottopassaggio pedonale, quello chiuso, è invece allarmante per quel che riguarda la sporcizia. E infatti, sia da un lato che dall’altra della strada, la scala è una discarica, oltre che un bagno, a cielo aperto. Ai rifiuti più e meno ingombranti si aggiungono deiezioni umane e la carta stagnola bruciacchiata, utilizzata per le dosi di droga. Nei pressi, l’odore è nauseabondo.

La stessa, vicinissima, Porta Vescovo, non gode di buona salute. Se un lato del monumento, quello in gestione al comitato carnevalesco Simeon de l’Isolo è stato completamente ripulito da poco, la parte che ospitava il Museo della Radio – chiuso da mesi e in disallestimento dopo aver rinunciato a tenere la Porta come sede – è fatiscente e infestato dai ratti. «Il passaggio è di fatto un orinatoio. L’odore a volte penetra fin negli spazi interni alla nostra sede», spiega Moreno Marchiori, attuale Simeon de l’Isolo.

Per quel che riguarda la pulizia delle strade, Luisa Sartori vicepresidente della prima circoscrizione in quota alla Lista Tosi, propone di ripristinare il divieto di sosta settimanale alle auto nelle vie di Veronetta in concomitanza con il passaggio della macchina spazzatrice dell’Amia. «Altrimenti è inutile. Con le auto in sosta, la pulizia a ridosso e sui marciapiede è impossibile», aggiunge Sartori che ha recentemente segnalato il problema dell’abbandono di rifiuti nella batteria di cassonetti adiacente al Teatro Camploy. «Siamo in attesa di un sopralluogo dell’Amia per capire se è possibile installare qui delle telecamere per pizzicare e finalmente sanzionare chi non smaltisce i rifiuti correttamente. In via San Nazaro, dove l’abbandono di rifiuti ingombranti è purtroppo all’ordine del giorno, non è stato possibile», aggiunge.

Ilaria Noro – (L’Arena)

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