Piazzole scambiate per discariche

Cumuli di sacchi neri stracolmi di spazzatura di ogni genere, pneumatici usati, bidoni e flaconi di plastica abbandonati lungo la Transpolesana. Automobilisti ed ambientalisti insorgono contro le condizioni in cui versano diverse piazzole di sosta lungo i 50 chilometri della statale 434 che attraversano il Basso veronese. Nel tratto compreso tra Oppeano e Legnago, in particolare, ma anche nella zona di Castagnaro, i cosiddetti «pendolari» dei rifiuti hanno trasformato in vere e proprie discariche quelle che dovrebbero essere delle aree destinate alle fermate d’emergenza dei veicoli. Tale problematica, affrontata nel corso degli anni sia dall’Anas, società di gestione della superstrada, che dai Comuni attraversati dal collegamento viabilistico a quattro corsie, è stata soltanto in parte risolta attraverso le varie convenzioni stipulate tra l’azienda del gruppo Fs Italiane ed i municipi della pianura veronese. Per questo motivo, l’associazione Plastic Free Odv onlus, sodalizio di volontariato a carattere nazionale nato nel luglio 2019 con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità della plastica abbandonata, in particolare quella monouso, ha compiuto una ricognizione sulla 434 in entrambe le direttrici, per documentare il degrado delle piazzole. «La situazione», evidenzia Alessandro Romagnoli, referente per San Giovanni Lupatoto e Zevio della Onlus, «è critica sia nel tratto veronese che in quello polesano della 434. La zona più colpita dagli abbandoni di rifiuti è quella compresa tra le uscite di Isola Rizza e Roverchiara». Le immagini scattate da Romagnoli documentano proprio le condizioni delle due piazzole di sosta in territorio isolano, una in direzione di Rovigo e l’altra, con la maggior quantità di materiale, in direzione di Verona. «Ciò che più preoccupa», annota Romagnoli, «è che gli scarti a sono ridosso delle coltivazioni». Un’altra area di sosta in condizioni critiche documentata dalla onlus è quella che, lungo la direttrice per Rovigo, precede l’uscita di Ca’ degli Oppi di Oppeano. Pure un automobilista di San Pietro di Morubio, Michele Zantedeschi, in questi giorni ha segnalato il fenomeno dei rifiuti abbandonati lungo la 434 all’ufficio relazioni pubbliche del ministero dell’Ambiente. «Le piazzole», scrive Zantedeschi nell’esposto, «vengono pulite due o tre volte l’anno e, successivamente, si riempiono di altri rifiuti». «È inaccettabile», commenta Riccardo Mancin, responsabile per il Veneto di Plastic Free onlus, «che un’arteria stradale importante si trovi in queste condizioni. Le piazzole sono invase da ogni tipo di rifiuti, accumulati negli anni nei canali e scoli attigui, con potenziali e concreti rischi ambientali». Mancin sottolinea: «La gente si è ormai assuefatta al rimbalzo di responsabilità tra enti, mentre le convenzioni tra Anas e Comuni si sono rivelate del tutto inefficaci». «Per questo», annuncia il portavoce regionale dell’associazione, «vigileremo affinché siano adottate strategie più incisive e coraggiose per la risoluzione del problema». Dal canto suo, Anas annuncia: «Recentemente è stata stipulata la convenzione tra la nostra società ed i Comuni lungo il tratto veronese della Transpolesana per disciplinare il contributo di tutti i soggetti interessati alla rimozione dei rifiuti». «A tal proposito», prosegue la società, «il Comune di Oppeano, ente capofila, si occuperà della rimozione degli scarti, che si confida avvenga nel minor tempo possibile». «Resta inteso», conclude Anas, «che la nostra società è disponibile a fornire il proprio supporto per redigere un efficace programma di interventi».

Fabio Tomelleri (L’Arena)

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